Late as usual!

giovedì, novembre 30, 2006

Applicazioni/StuffIt Expander


Per i nostalgici della storica applicazione di decompressione archivi precedentemente fornita a corredo con Mac OS X ed ora sostituita dalle funzionalità integrate nel Finder, ma soprattutto per chi utilizza file in formato sit, ho approntato una localizzazione italiana per l'ultima versione 11 di StuffIt Expander, disponibile come freeware dal sito di Allume.
In questo modo Expander si sentirà un po' meno isolata fra le altre vostre applicazioni in italiano...

Il file contenente la localizzazione è disponibile come archivio qui: StuffIt_Expander-11.0.522-Italian.lproj.zip

Una volta decompresso il file dal Finder, si ottiene una directory Italian.lproj che va aggiunta al pacchetto di StuffIt Expander, precedentemente installato, tramite il pannello delle informazioni sul file o direttamente nella directory Contents/Resources al suo interno.

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lunedì, novembre 13, 2006

Free Duke


Non so come sia finita con il free anche a mio cuggino, ma ciò che importa è che abbiano finalmente liberato il povero Duke!

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lunedì, settembre 18, 2006

The ring of the badge

badge java conference
badge java conference,
originale inviato da magomarcelo.

Un badge per addormentarli...

Ed eccomi, buon ultimo, ad unirmi al ring, decisamente in buona compagnia:


mercoledì, settembre 13, 2006

Heart of Glassex

Heart of Glassex
Heart of Glassex,
originale inviato da magomarcelo.
Piange il telefono, le finestre ridono, il pavimento è a terra, ma... nessun problema, ora c'è il Cuore dei Detersivi!!!
Tutto questo a Taranto e ancor di più...


venerdì, settembre 08, 2006

Mouse on Mars @ Kismet

Mouse on Mars @ Kismet
Mouse on Mars @ Kismet,
originale inviato da magomarcelo.
Un ottimo DJ set per i topi al posto del concerto vero e proprio previsto al festival dell'acqua in testa. D'altronde a meno che l'elettronica non renda ubiqui difficilmente avrebbero potuto essere a bari e berlino nella stessa serata, specie visto il traffico che c'è in giro a bari!
Bella serata comunque, il Kismet è un posto che si presta bene, anche se qualcosa non mi ha convinto, un po' come il verso della mela nella foto...

giovedì, agosto 24, 2006

I've got the brains, you've got the looks

Negli annunci fatti alla WWDC '06 relativi alla prossima major release di Mac OS X 10.5 aka Leopard e rigorosamente rivolti a sviluppatori, sono comparsi i primi frutti dell'interesse già mostrato in precedenza da Apple nei confronti delle tecnologie presenti in OpenSolaris, progetto opensource nato dall'apertura del codice del sistema operativo di Sun e attualmente da essa sponsorizzato.

Apple ancora una volta sembra interessata a perseguire una linea che la vede costruire le proprie soluzioni sulle solide spalle di quelle che reputa le migliori tecnologie open in circolazione, premendo l'acceleratore sulla produttività della end-user experience, ma anche sul marketing e sull'innegabile fattore di coolness del marchio associata ad una scelta di nomi per i propri prodotti particolarmente furba, aspetti finora poco considerati nel mondo Sun, da sempre più orientato al mercato business dei propri server che a quello consumer degli OS desktop.

Ed ecco che come già è avvenuto per il motore KHTML di Konqueror confluito nel WebKit di Safari, il filesystem ZFS diventa la base per il sistema di backup Time Machine e lo strumento di monitoring DTrace confluisce in Xray all'interno di Xcode 3.0.
Solito dilemma: si tratta di saccheggio o utilizzo corretto del patrimonio collettivo che il mondo open rappresenta?
Come già insegna la vicenda dei rapporti con il team di KHTML gli equilibri in questi casi sono molto delicati.

UPDATE: ZFS in Time Machine = ho preso una cantonata, meno male che non sono il solo!

Non è ben chiaro se si tratti di una vera e propria collaborazione fra le due società, anche se già in passato l'attuale CEO di Sun nonché blogger Jonathan Schwartz aveva mostrato serio interesse nei confronti di Apple ai tempi del momento storico del cambio di piattaforma hardware tendendo la mano per una eventuale scelta di OpenSolaris come base di Mac OS X.

Se l'approccio si conferma vincente, le innovazioni di Sun hanno trovato un'ottima strada per arrivare al grande pubblico. In ogni caso, per entrambe le società potrebbero nascere ottime opportunità...

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mercoledì, agosto 23, 2006

Buon compleanno, Blogger!

7 anni di Blogger, 4 per questo weblog, qualcuno in più per il sottoscritto ;)

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martedì, agosto 15, 2006

Senza Disturbare

Al termine di un bel giro di trekking con amici per parchi in centro Italia, con un magico incastro ho fatto coincidere la giornata di riposo (e doccia!) finale con un bel giro ad Urbino, in modo che, chi non avesse visto la città potesse colmare questa inaccettabile lacuna, ed io potessi invece godermi l'edizione 2006 di Frequenze Disturbate, il festival musicale che gode della sede per concerti più suggestiva che l'Italia possa offrire, il giardino della Fortezza Albornoz con la veduta panoramica sulla città della quale si gode da lì sopra.

Arrivato sabato, già nel B&B in località Schieti dove abbiamo alloggiato la signora che lo gestiva mi chiedeva se fossi venuto per il festival o meno, poi vista la serata, il giorno dopo mi sono soffermato per due chiacchiere che hanno un po' confermato le mie prime impressioni. Dalle parole della signora sembra che quest'anno la manifestazione abbia avuto minore appoggio da parte del comune e delle istituzioni, in base al solito triste adagio del vogliamo il turismo ma senza esagerare ché poi non siamo disposti a sopportarne le conseguenze. E come già per il Violino e la Selce a Fano il rischio di sostituzione con ulteriori rievocazioni romane, medioevali, concerti di strumenti antichi o altri eventi più adatti a città d'arte è dietro l'angolo, specialmente sulla scia della scarsa affluenza di quest'anno.
Un'assurdità: rispetto ai vari festival nei quali il pubblico arriva a fiumi e non è trattato meglio di carne da macello (pagante) e come tale poi si comporta, Urbino è sempre stata un'oasi felice.

Si potrà parlare di un calo fisiologico, ma la mia percezione è che al crollo dell'affluenza del pubblico abbiano contribuito non poco i ritardi organizzativi e la scarsa promozione ricevuta dall'evento, cosa che in tempi di internet si riesce a fare, specie se ad un pubblico interessato, anche con poca spesa. Reperire informazioni sull'evento è stata impresa improba ed è toccato dar fondo a continue ricerche via internet e mettere in moto tutti i possibili passaparola per trovare qualcuno che ne sapesse qualcosa. Il sito ufficiale rimanda ad una laconica pagina segnaposto e solo seguendo le news (peraltro impossibile farne un bookmark) sul sito di DNA concerti si scopre che è stato sostituito da una pagina su myspace, ma ahimè io faccio parte di quelli che I don't get myspace.
Forse un giorno mi arriverà l'illuminazione e capirò perchè Google si stia ponendo il problema di trovare un accordo con Murdoch, ma al momento mi identifico nella categoria dei non iniziati cui l'oggetto dice ben poco a parte la presenza del music player in flash che può dare un'idea di cosa viene proposto dai musicisti del cast e la sequela di "grazie per l'add" che probabilmente darà soddisfazione a chi è interessato a far parte di questo presunto giro di amici della manfestazione, ma mi sembra che con i weblog si fosse già arrivati da tempo ad una qualità migliore nello stabilire contatti fra persone con interessi in comune.

Come nota positiva vedo invece il fatto che in un anno in cui i biglietti dei concerti sono cresciuti senza controllo, almeno qui si è riusciti a mantenere i livelli dell'anno scorso, anche se mancava l'abbonamento 2gg. a 30€. Non mi sono posto neanche la questione di contare i ricarichi di TicketOne (ma non ne esistono proprio di servizi alternativi in Italia?) perchè fortunatamente anche nei festival italiani più affollati - e purtroppo non era certo questo il caso - i biglietti si riescono sempre ad acquistare il giorno stesso.

Il cast è stato dignitoso ma non esattamente di richiamo. Potrebbe esser stato un problema di spesa, ma mi sembra più che altro che si sia persa la componente di unicità dell'evento, con la possibilità di scoprire nuovi ascolti, trovandovi artisti che non fossero passati di recente o affatto in Italia. La novità di quest'anno mi sembra si sia limitata alla folktronica dei Tunng, rimasti però per me nulla più che uno spunto interessante da approfondire (nonchè l'immagine di Björk ed Elisabetta Viviani insieme sul palco) a causa della pioggia che mi ha fatto preferire una fuga in direzione crescia al chiuso al loro concerto. Ulteriore menzione per i Non Voglio Che Clara, felicissima apertura della giornata di domenica.
Non posso fare a meno di vedere invece la presenza degli Afterhours come un tappabuchi, forse in grazia dalla ormai sottovalutata gentilezza di Manuel Agnelli, ma in fin dei conti sarebbe bastata una qualsiasi Festa dell'Unità per riuscire a vederli live a costi inferiori. Gli Arab Strap li avevo già visti questo inverno a Milano e già lì avevo già sofferto per la virata elettrica, per quanto dettata dai suoni dell'ultimo album The Last Romance, ma si è trattato comunque di una buona chiusura e qui il problema era più che altro paragonare la serata al concerto "con gli archi" del periodo Monday at the Hug & Pint, che rimane uno dei più belli che abbia visto di sempre. Una Cat Power forse sobria sa essere brava ed intensa, ma da sola sul palco annoia dopo pochi pezzi e non regge come presenza un ruolo da headliner in un festival. Azzeccati invece i Whitest Boy Alive del nostro nerd preferito Erlend Øye, più a fuoco e danzerecci di come li avessi visti a Torino a supporto di Gnarls Barkley, anche se non ho fatto in tempo a mettermi la beautiful T-Shirt acquistata l'altra volta per avere l'irrinunciabile cd single trasparente (ah, l'indie-marketing!).

Se volete leggere altro sull'argomento, Cleo ha descritto avventure e disavventure del gruppo di ascolto in una piacevolissima recensione su DeBaser.it, mentre inkiostro ne parla qui con il meritato affetto per una manifestazione che negli anni passati ci ha dato tanto, ma che probabilmente segue semplicemente il suo ciclo di vita.

In ogni caso incrociamo le dita ed appuntamento all'anno prossimo, che qui anche fuori da MySpace nel giro di amici di Frequenze Disturbate si rimane sempre...

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lunedì, luglio 03, 2006

It's coming up, it's Java Day '06!


Ma allora è proprio vero che il modello a bazar funziona!

Recuperate le energie e ricaricati dal successo di Java Conference '06, ecco che venerdì prossimo parte con Torino la prima tappa del Java Day edizione 2006, il primo evento itinerante su Java totalmente gestito dalle community, e grazie all'ottimo lavoro del JUG Torino in brevissimo tempo è stato messo in piedi un programma davvero impressionante!

Ci vediamo lì, io sarò presente con la replica della presentazione di Struts dello scorso meeting del JUG Milano, roba che anche in periodo di svendite è un capo che si porta sempre... anche se stavolta mi toccherà fare da traino al creatore di Jetty, brividi corrono lungo la schiena!

Complimentoni a tutta l'organizzazione, Mara ed Antonio in primis, e speriamo di dare adeguato seguito a fine settembre con la data milanese!

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domenica, luglio 02, 2006

Pitchfork 2.0

Per chi ancora non la conoscesse, Pitchfork è la webzine musicale con il tasso di spocchia più alto del globo, imprescindibile meta quando avete la percezione che i gruppi musicali che state sbandierando in giro possano addirittura essere già riconoscibili o che il vostro parere possa drammaticamente coincidere con quello del vostro interlocutore.

Ecco, stavo anch'io per trovarmi in questa parabola discendente dall'aspirante critico morettiano che potevo essere, e tutto questo a causa di web designer decerebrati che tenevano in ostaggio il mio sito preferito (dopo DeBaser.it s'intende, che gli insulti che si trovano lì su Pitchfork ancora li devono inventare!). Il fatale abbandono era avvenuto ai tempi di un funesto restyling, di una bruttezza paragonabile forse a quello di Repubblica.it di un paio di anni fa, quando anche lì web designer decerebrati fecero improvvisamente la scoperta dei CSS ed iniziarono ad utilizzarli pensando che dare un look da necrologio al sito avesse un che di artistico.

Ma ora è avvenuto il miracolo! RSS per news, recensioni, special e una valanga di altre sezioni, permalink, tag, ricerche per metadata, contestualizzazione degli articoli, classifiche dei più letti... finalmente hanno comprato un cervello a quei web designer, benvenuto nel web 2.0 caro Pitchfork!
Long live and spocchia forever !

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domenica, giugno 18, 2006

Applicazioni/XMeeting


XMeeting è un programma di videoconferenza per Mac OS X con supporto per gli standard H.323 e SIP che sostituisce il precedente OhPhoneX. Al momento rimane forse la soluzione più soddisfacente per fare video chat con utenti Windows, purché questi utilizzino il vetusto ma fido NetMeeting, il quale però si nasconde in menu sempre più inaccessibili sugli OS più recenti made in Redmond e ovviamente richiede che entrambe le parti sappiano cos'è un indirizzo IP, dettagli non trascurabili che non rendono questa soluzione esattamente la più user-friendly che si possa trovare.

Le alternative sono la solita coppia AIM su Windows ed iChat su Mac, che garantisce lato Windows video a dimensioni francobollo, problema che non tocca invece Trillian Pro, per chi ha voglia di spenderci su qualche meritato soldino. O ancora accendere un cero affinché Google si svegli e trovi una soluzione vagamente accettabile, anche se dalla pubblicazione della libjingle già mi aspettavo che almeno un Adium integrasse la chat audio su Google, toccherà attendere qualche studente volenteroso della Google Summer of Code...

In ogni caso da poco è uscita una versione Universal Binary di XMeeting e sul repository del sorgente è in attesa di pubblicazione la mia localizzazione, per cui per provarla al momento tocca armarsi di CVS e XCode.
Al solito, correzioni e commenti qui sono sempre i benvenuti.

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venerdì, giugno 09, 2006

Trenitalia Hacks

Nella mia nuova condizione privilegiata di pendolare della Milano-Torino più o meno ad alta velocità, inizio qui a documentare una serie di trucchi e suggerimenti di sopravvivenza con Trenitalia.

Hack #1: come riuscire ad arrivare lo stesso a Torino quando si prende sì un treno ad altà velocità, ma nella direzione sbagliata!

I treni Eurostar ad alta velocità si distinguono dagli altri per il colore grigio, ma - attenzione - non esiste solo la tanto pubblicizzata tratta Milano-Torino! Anzi, per lungimiranza organizzativa dei nostri, poco dopo le 8 da Milano ne partono due distanziati di un paio di binari, e quello cui sopra cade prima l'occhio non va a Torino.
(Mi) ripeto: non va a Torino. No. Prima fermata Bologna, alta velocità, tutt'altra direzione.
Allora cosa fare? Ripetere come un mantra "devo andare a Torino, non a Bologna" può sicuramente aiutare, quindi caffé, davvero tanto, specie se la sera prima si è rimasti a cazzeggiare ad un corso di kayak in piscina all'aperto con un tempo bellissimo e le zanzare che non si sono ancora risvegliate dal letargo (una tregua temporanea).
Se poi saliti sul treno qualcuno già occupa il vostro posto, è probabile che non si tratti di overbooking come sugli aerei.
A questo punto se il treno è partito, correre verso la carrozza ristorante-bar per sentirsi dire che - ohibò - non si è certo gli unici cui è capitata questa simpatica avventura... ma nessun problema, arrivo a Bologna ore 10, eurostar per Milano 10:15-12:00, interregionale per Torino ore 12:15-14:00, et voilà!
Ovviamente si deve sempre prima fare esperienza, ad esempio totalizzando in una singola giornata tre ore di lavoro e nove di viaggio...

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giovedì, giugno 01, 2006

Tell me what you saw



Non saprei dire cosa ho visto ieri: ho avuto un incubo e in quell'incubo ero il costumista di Karen O.

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giovedì, maggio 18, 2006

JUG Milano Meeting #18


Ci vediamo questa sera per un nuovo di meeting del JUG Milano dopo la pausa del mese scorso.
Si parlerà del progetto open source di gestione uffici legali eLawOffice con l'autore, Diego Zanga, e delle evoluzioni di Struts (ancora!) con il sottoscritto.

Qui trovate maggiori dettagli:
MeetingMaggio2006

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mercoledì, maggio 03, 2006

17 seconds

Ieri sono andato a vedere L'Era Glaciale 2, il Disgelo. Senza più l'effetto sorpresa dei personaggi così ben caratterizzati nel primo episodio, rimane il piacere di godersi more of the same, ma sopratutto la meraviglia nel vedere l'enorme progresso tecnico nell'animazione digitale da parte del team che li ha realizzati. Assurdamente la prima puntata non sembra poi così lontana nel tempo, ma l'evoluzione della qualità nella computer graphics sembra esser diventata, alla faccia di Matrix, una misura della vita che scorre.

venerdì, aprile 28, 2006

Complimenti

Qualche tempo fa ero rimasto abbastanza colpito da un piccolo film italiano, Volevo solo dormirle addosso, nel quale un direttore del personale di una grande azienda si trovava in una situazione di strumentalizzazione amara, ma piuttosto verosimile, sul mondo del lavoro.
In una delle prime scene del film il protagonista è intento a spiegare in un seminario interno sulla motivazione dei dipendenti l'importanza dell'uso dei complimenti nei rapporti gerarchici, per le aziende sono a costo zero e di sicuro effetto.
Ecco, giusto oggi durante una discussione tecnica io invece mi sono sentito apostrofare con un il tuo atteggiamento mi sta veramente sui coglioni... sarà stato l'uso di quella parola ma la cosa mi ha fatto pensare che per determinate persone forse separare giudizi lavorativi e personali sia difficile quasi quanto separare potere economico e politico in Italia...

sabato, aprile 15, 2006

Play & Tag This!

Grazie al favoloso playtagger di del.icio.us da oggi questo blog vi farà perdere meno tempo!
Diventa anche tu multi-tasking come il tuo computer, ora puoi leggere ed ascoltare contemporaneamente: con un po' di JavaScript ed un briciolo di Flash ecco che la magia è fatta!

Il trucco è tutto in una riga aggiunta al modello di questo weblog, consigliatissima a tutti quelli che mettono link a file audio sulle proprie pagine, MP3 blogs anyone?

E visto che ci siamo mi lascio prendere la mano e rinnovo anche il metodo di pubblicazione della playlist. Ora infatti viene aggiornata automaticamente a partire dai bookmark di file audio che invio su del.icio.us: questi vengono taggati automaticamente come system:media:audio e visualizzati sulla colonna destra tramite un'altra chicca made in del.icio.us, il linkroll: ENJOY!

MacBoot

Mi appunto qui sotto tutto quello che potrei fare ad oggi se finalmente decidessi di sostituire il mio vecchio Titanium con un MacBook Pro nuovo fiammante.
  • Mac OS X 10.4.6 come default, using an ultra-modern industry standard technology called EFI
  • Windows XP e il futuro Windows Vista, sadly stuck in the 1980s with old-fashioned BIOS, via Boot Camp
  • Linux direttamente su EFI sbattendo un po' la testa sulle tracce di questo HOWTO che sfrutta elilo (ma niente paura, per provare c'è anche un Live CD di Ubuntu pronto) oppure si può provare una qualsiasi distribuzione su Boot Camp, ad esempio la SUSE 10.0 sembra funzionare (Macity dixit)
  • OpenSolaris (Nevada Build 36) su Boot Camp, almeno finché non verrà implementato il supporto EFI
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mercoledì, marzo 15, 2006

Internéscional JUG Meeting!


Cambio di programma al Meeting di Marzo del JUG Milano di domani, avremo il piacere di ospitare Andrew C. Oliver of JBoss fame.
Non preoccupatevi, questa volta non traduco!!!

Per sentir parlare Gianugo di Maven 2 toccherà pazientare ancora un po'... ma visto che è proprio lui che dobbiamo ringraziare per questo fuori programma, mi sembra davvero il minimo!

Fabrizio Giudici invece ci racconterà la rimonta di NetBeans come piattaforma per creare applicazioni desktop accattivanti e come ambiente di sviluppo infinitamente personalizzabile tramite plugin!

Qui trovate maggiori dettagli:
MeetingMarzo2006

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domenica, febbraio 26, 2006

Applicazioni/Tunnelblick


Tunnelblick è una distribuzione di OpenVPN 2.0 per Mac OS X che rende alcune cosucce più facili rispetto all'uso diretto dello strumento da command line.



In particolare:
  • contiene al suo interno le kernel extension TUN e TAP richieste da OpenVPN, che diversamente dovrebbero essere installate separatamente
  • permette di gestire una o più configurazioni da un comodo menu extra
  • permette la connessione automatica all'avvio delle configurazioni desiderate
  • contiene uno script di modifica routing già pronto che aggiorna il DNS a quello eventualmente fornito dal server OpenVPN

Questa è invece una mia distribuzione della versione 3.0RC1 di Tunnelblick contenente una patch per supportare l'uso di Bonjour sull'interfaccia VPN (e quindi usare iChat sulla VPN, ad esempio) più una mia localizzazione in italiano. Si tratta di un'anteprima che spero possa essere utile a qualcuno, spero che queste modifiche vengano integrate a breve nella versione ufficiale.

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mercoledì, febbraio 22, 2006

Battimanodicisì

...e chi sono io per non andare a vedere la next big thing nella lista delle next big thing?
Un bel polpettone di Velvet Underground, Talking Heads, qualche tastierina Casiotone qua e là degna dei compianti Grandaddy, riff di avanzo dagli Strokes prima maniera, ecc. ecc.

Dismetto per una volta i panni del cialtrone attempato che finge di andare ai concerti per trasformarmi nel ragazzino puzzone che non se ne perde uno di questi passaparola!

In tema il buon inkiostro segnala anche una vagonata di mp3 live.
Eppoi con questi qua si balla anche, e posso dar finalmente sfogo al tarlo che mi ha piazzato in testa la signora Ciccone...

Buon ascolto! E se poi voleste farmi compagnia stasera...

CYHSY

martedì, gennaio 31, 2006

Omini e Cagnolini

Da bravo ritardatario giusto all'ultimo giorno di apertura sono andato a vedere alla Triennale la mostra The Keith Haring Show, una delle più importanti retrospettive sinora dedicate al grande artista americano.

Purtroppo, nonostante il tono dei comunicati stampa, la mostra non si è dimostrata all'altezza di quanto visto ormai più di 10 anni fa al Castello di Rivoli, dove gli spazi e la bellezza della sede contribuivano a far meglio apprezzare l'opera di Keith Haring: c'è poco da fare, opere grandi vanno viste in spazi altrettando grandi.
Mi è sfuggito anche il significato del titolo della mostra, visto che di show non c'era molto, e dire che su un artista così pop di materia da elaborare anche in discorsi oltre la tipica mostra ce n'era non poca...

Una nota piacevole è invece la colonna sonora, un megamix degno di 2 Many DJ's realizzato dal DJ del Plastic Nicola Guiducci insieme a Lorenzo Ferrero, disponibile anche online - unica vera zampata dell'organizzazione - qui.
Dentro ci trovate tutto quanto fa anni '80 a New York, dal rap oldschool di Grand Master Flash e Kurtis Blow a Blondie, parecchi scampoli brevissimi di originali inframmezzati a riduzioni delle melodie della Smalltown Boy o Papa Don't Preach di turno. Poi Talking Heads ovunque, fino a composizioni più in tema da mostra tendenti ai pezzi più da ambiente del Moby di Play.

Forse questa musica dice più di Keith Haring delle tante parole presenti sui pannelli informativi dell'esposizione, peraltro davvero poco leggibili grazie all'ideona di piazzarle su uno sfondo grigino che riproduceva come texture il marchio di fabbrica, e purtroppo per alcuni unica cifra stilistica dell'artista: omini e cagnolini.

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Crimini Informatici

Iniziamo l'anno segnalando il continuo attentato alla lingua italiana perpetrato dalla figura dell'analista nel settore informatica e telecomunicazioni.
Non si tratta di semplice ignoranza, ma di una vera e propria attività criminale.

Dimenticatevi il congiuntivo, è solo una vostra proiezione mentale, in realtà esso non è mai esistito.
E se l'uso indiscriminato dell'indicativo potesse anche essere in via del tutto eccezionale giustificato da un eccesso di pragmatismo di derivazione ingegneristica, non ci sono scuse per il neologismo selvaggio o la ricontestualizzazione casuale di termini poco usati.
Alcuni fulgidi esempi:
  • questa attività è stata descopata (descoped, ahimè...)
  • proviamo a traguardare una data di rilascio (foresee? E dov'è il cantiere?)
  • abbiamo già esportato una data di consegna al marketing? (eeeeeeh? non bastava comunicarla?)
Infine il correttore grammaticale, questo sconosciuto.
L'invio di una mail deve essere sempre concitato, dare l'idea della dita che corrono sulla tastiera a velocità incontrollabile, in un flusso di coscienza che si riversa sulla tastiera senza possibilità di freno.
Per ottenere questo è indispensabile la presenza di almeno tre errori di battitura.
Non c'è mai tempo per rileggere, d'altronde stiamo parlando di un'attività che corre sempre sul filo del rasoio, la concorrenza è lì dietro l'angolo a spiarci e non possiamo arrivare in ritardo!
Può anche essere utile sbagliare l'invio a qualche destinatario, e d'altronde una mail che sia inviata a non meno di 10 persone in copia, 5 in copia nascosta e con al suo interno una discussione con almeno 3 thread diversi con vita autonoma, non ha senso di essere spedita.

Contando sulla caparbietà del completamento automatico di Outlook, indispensabile capro espiatorio di ogni errore umano, sbagliare un indirizzo è completamente giustificabile e può essere estremizzato al pari di una vera e propria attività strategica, dando la possibilità di informare sui fatti propri in modo fintamente casuale persone non direttamente coinvolte, o permettendo il prolungamento di una discussione ormai morta con mail di scuse per gli invii di troppo.

Tutto con l'obiettivo mai esplicitamente dichiarato di far vedere quanto si stia lavorando (o che lo si stia facendo e basta...).
Non fare, ma far vedere. Insomma anno nuovo, abitudini vecchie.

venerdì, gennaio 27, 2006

Midnight In A Perfect World

Finora il mio rapporto nei confronti di Extreme Programming è sempre stato piuttosto conflittuale: se da un lato condivido l'idea di cercare un modo migliore per lavorare nella produzione software, dall'altro i racconti delle esperienze di chi lo ha provato mi sono sempre sembrati appartenenti ad un mondo tanto perfetto quanto irreale dove tutte le persone vanno d'amore e d'accordo, accettano di buon grado delle imposizioni (roba mai vista!) e, in ultima analisi, producono e soddisfano in toto i clienti e magari non fanno neanche tardi in ufficio.

Anche l'impressione portata a casa da JavaPolis seguendo la presentazione Agile Software Development on Large Projects non è stata troppo diversa, qualcosa di troppo ideale per essere vera, specie se condita da filmatini del team al lavoro che ridono tutti insieme davanti ai monitor o durante le riunioni, o ancora si scambiano allegramente un orsetto come staffetta per le attività da svolgere in sequenza: sembrava quasi di assistere alla messa in scena del capolavoro del maestro Ejzenštejn, la Corazzata Potemkin, da parte di Fantozzi e combriccola davanti al megadirettore... ma gli sarà pure capitato un problema che sia uno a questi?!

Ora invece sto partecipando agli incontri del neonato Milano XP-UG e devo dire che le cose si presentano decisamente meglio. Sicuramente ciò che ha contribuito a sciogliere l'iniziale reticenza è stato il fatto che il promotore del gruppo milanese fosse Renzo Borgatti, che ben conosco per le attività del JUG Milano, ma in generale dopo questi primi incontri mi è sembrato di vedere una positiva evoluzione nel modo di trattare l'argomento. Sembra finalmente sparito quell'approccio dogmatico per il quale tutti quelli che non fanno Extreme Programming vengano liquidati come unenlightened dal santone di turno o l'apprendimento assimilabile ad un percorso spirituale di seconda mano (anche se qui - tirata d'orecchio - 'sta roba ogni tanto spunta...).
Soprattutto, Extreme Programming non sembra più il tentativo di vendere una panacea contro tutti i mali con tecniche da multi-level marketing, ma, ben più concretamente, un semplice modo di impegnarsi insieme per arrivare ad un modo migliore e più efficace di lavorare... magari anche divertendosi!

Ultima nota, ovviamente musicale: il primo meeting si è concluso in un ottimo aperitivo all'Art Factory di via Costa ed ascoltare quel DJ Shadow mi è sembrato di un tempismo quasi sospetto!

XP UG Milano, Extreme Programming

La bocca della verità

Le figlie dei tuoi amici saranno anche tanto carine, ma, quando ti vedono ricoperto di indumenti da alta montagna anche se sei a Milano, di ritorno da una giornata di lavoro della quale metà l'hai trascorsa sui mezzi a causa della neve, e ti dicono pure che lo zio non sembra ma è vecchio, in quanto il condizionale non è ancora contemplato, questa bocca della verità ti verrebbe una gran voglia di cucirgliela...

martedì, gennaio 17, 2006

Java@Mac@Work

Giovedì scorso una bella serata da Mac@Work per il Meeting #14 del JUG Milano.
Dopo l'ottimo intervento di Matteo e Vincenzo su MobUp, ho avuto occasione di parlare di alcune fra le mie droghe quotidiane, Java e Mac.

Qui le slide delle presentazione, redatte con la versione più recente di NeoOffice, ma esportate in PDF con OpenOffice.org 2.0 X11, in modo da mantenere navigabili le URL internet inserite nel testo, almeno finché NeoOffice non verrà aggiornato in modo da utilizzare la versione 2.0 di OpenOffice, al posto dell'attuale 1.1.5.

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mercoledì, gennaio 11, 2006

GTD

Nessuna macchina, GTD sta per Getting' Things Done, una teoria piuttosto pragmatica di organizzazione del proprio lavoro, proposta da David Allen, professione time management guru.

Ben Hammersley ne ha scritto un bell'articolo, peraltro con una buona dose di ironia che non guasta, disponibile online sull'area Business del sito del Guardian qui.

Tutto molto interessante, ma la cosa mi fa venire in mente i tempi in cui gli amici dell'università mi prendevano in giro per il fatto che occupassi più tempo a tirar giù liste di cose da fare che a rimboccarmi le maniche; una vera ossessione, si trovavano foglietti con titolo TODOLIST pressochè ovunque, quindi a ragione possiamo ben dire che anche le pulizie di casa latitassero...

Fra l'altro a cercare fra le mie cose potrei ancora trovare un fenomenale post-it autografo, summa del livello di delirio raggiunto, contenente le seguenti voci:
  • mangiare
  • fare una lista di cose da fare

Ed ora? Le liste si sono fatte elettroniche nei formati più diversi, ma sempre lì stanno...

GTD

domenica, gennaio 08, 2006

Pinguini dormono

PICT0189
PICT0189,
originale inviato da dreamyshade.
Ormai il bel sitarello dei Pinguini vive solo di chat, chi si iscrive fa la muffa ad aspettare l'approvazione, il forum non se lo fila nessuno, gli articoli vengono pubblicati con il contagocce ed una bozza di un mio stupidissimo intervento è andata cancellata.

Mi verebbe da dire che i pinguini dormono, come in questa simpatica foto trovata su Flickr, contrassegnata però da un dubbioso commento (there's a penguin in my bed! oh nooo!) e da un tag rivelatore, adultery!
Ah, quante cose possono raccontare i tag!